Case Vacanze irregolari e affitto in nero, ecco cosa si rischia
Il tema dell’evasione sugli affitti turistici è sempre più discusso e sentito da parte di coloro che vorrebbero affittare la propria casa vacanze e, nel contempo, non hanno una piena consapevolezza di quello che si deve fare per poter rispettare la complessa normativa in materia.
Troppo spesso, infatti, si tralascia la valutazione di alcuni aspetti fondamentali e si inserisce direttamente la casa nei portali internet più famosi (Booking, Airbnb, Subito, ecc.). Ovviamente questi portali sono visibili anche alla guardia di finanza che, con dei controlli incrociati, riesce a verificare la regolarità o meno della casa vacanze.
Negli ultimi anni, la Guardia di Finanza ha portato avanti una serie di operazioni di controllo sui proprietari di seconde e terze case che affittano nelle località di vacanza e dai numerosi controlli effettuati è emerso che due situazioni su tre sono risultate irregolari e conseguentemente sanzionate.
Il proprietario di casa che affitta in nero rischia sanzioni e conseguenze civili.
Chi non è in regola potrebbe pagare un conto salato dal punto di vista amministrativo e/o fiscale.
Di seguito vediamo cosa si rischia.
Sanzioni
La mancata registrazione del contratto è considerata evasione fiscale e pertanto prevede le seguenti sanzioni:
• dal 120% al 240% dell’imposta evasa in caso di omessa dichiarazione del canone di affitto nella dichiarazione dei redditi
• dal 200% al 400% in caso di dichiarazione di un importo inferiore del canone di affitto
Mentre in caso di ritardo nella registrazione del contratto sono previste le seguenti sanzioni:
• il 30% dell’imposta versata in ritardo
• 35 euro per risolvere un contratto con 30 giorni di ritardo
• 67 euro per risolvere un contratto con oltre 30 giorni di ritardo
Conseguenze civili
Dal momento che l’affitto in nero è nullo ci sono due conseguenze civili:
• il proprietario di casa non può esercitare il diritto di sfratto dell’inquilino, pertanto non può rientrare in possesso del suo appartamento
• l’inquilino può rifiutarsi di pagare il canone e può richiedere che gli vengano restituiti i pagamenti già effettuati dal momento che ufficialmente e legalmente non esiste nessun contratto